Le Molte Ragioni del Perché Vivere a Castiglion Fiorentino, Arezzo

Essermi spinto sino ai confini del Messico e scoprire che quella città, meta di un mio pellegrinaggio mentale, dovuto a spinte oniriche tra il musicale ed il viaggio alla On the Road di Kerouac, aveva una fisionomia estremamente simile alla Castiglion Fiorentino di 50 anni fa, mi conferma che talvolta quello che cerchi non è a 12.000 km di distanza, ma a 12. Mi potevo risparmiare i tre zeri.

La città di una delle due foto è Calexico che, essendo a cavallo tra la California ed il Messico, con il confine che la divide in due, per non far torto alle due parti, ha preso nome da CALifornia e mEXICO. Ovviamente nella parte messicana la logica si inverte e si chiama MexiCali.

La foto di Castiglion Fiorentino è dovuto alla Goccia di Distillato di Memoria che il Castiglionese Roberto Lucattini versava in FB immancabilmente e con esattezza digitale alle 6 di mattina. Il post era talmente preciso nell’orario che potevate metterlo a confronto con la sveglia. Quando vidi la foto sobbalzai, e dissi, Ma io in questo posto ci sono stato! Confusi Castiglion Fiorentino con Calexico.

Pur sostenendo che la mia Vera Casa è la mia Testa, aiuta che la stessa sia irradiata da sensazioni. La mia Testa/Casa non paga IMU, nettezza, non deve temere di affidarsi ad operai per le riparazioni, ha una quantità di stanze che zooma dal ripostiglio di un metro alle centinaia di stanze. E’ un condominio armonico a fisarmonica.

Castiglion Fiorentino per me, per molti decenni, è stato un passaggio giù nella statale, dalla via per la Foce, e massimo un po’ di Corso. Dieci anni fa, la rivelazione. Affidandomi alla regola aurea del fare quello che di impulso non vorrei fare, decisi di perdermi nelle stradine e vicoli in modo erratico. Mi imbucavo dove non volevo andare. Fu un rosario intimo di woow, di decine di dettagli in facciate, di stratificazioni di storia, di pace, di serenità. A quel tempo avevo raggiunto l’apice dei miei desideri: vivere in un loft industriale riadattandolo, e trovarlo in Arezzo fu un’impresa. Aborrivo le mini finestre da cui non passa un gatto, le porte strette che tocca entrarci di traverso, le pietre, la luce del sole che fatica ad entrare nelle case molto vecchie.

Feci un click nella mia mente, ed in pochi giorni cambiai il mio software di pensiero, e feci di tutto per trasferirmi a Castiglioni.

Ora il primo consiglio, quando mi imbatto nei turisti è, PERDETEVI nei vicoli, fate il contrario di quello che vorreste fare, e sopratutto abbiate una macchina fotografica. In tal modo rischiate di passare una mattinata in 50 metri di via. Ecco il cibo per stoppare il Mordi e Fuggi che lacunosi politici italici non sanno arginare. Ed allora quelle menti voraci di traffici di denaro implorano i Grandi Eventi, non sapendo che l’Evento gli Occhi Nuovi  lo vedono nelle strade, nei dettagli, nelle esperienze umane che i turisti fanno durante il viaggio. Nessun evento, nessun museo, nessuna chiesa storica mi ha portato a Castiglion Fiorentino, ma solo le sue vie. Gratuite, sempre aperte, senza ansia da turni di volontari, senza anti furti da piazzare.

Quando devo andare ad Arezzo, ora ho la sindrome del contadino che fuori dai campi si sente a disagio, e mi domando cosa ci faccio ad Arezzo, cosa mi dà, e non vedo l’ora di tornare a Castiglioni, nel mio monastero. Dopo una Vita dove  il Pieno ha avuto una sua funzione, ora l’utilità essenziale appartiene al Vuoto della mia Casa Monastero dove lavoro con rinnovata voglia, che pur mai mi è mancata. È una atmosfera che lucida i miei neuroni a specchio. Castiglioni è per me una carezza che è l’acuto in un abbraccio.
Castiglioni mi dà una solitudine accompagnata che è un lusso. Una solitudine da cui passano le migliori soluzione per me, e per gli altri, essendo io di professione un consulente.
È il luogo ideale per esercitare la Felicità come disciplina, che poi è l’unica vera, e non quella come definita dagli occidentali, equivalente al momento botta di culo emotivo. Quella non è Felicità, ma Contentezza Mordi e Fuggi.


Il trasferimento fu un ritorno alla sua natura anche per la mia gatta GnaGna che è stata sino a pochi giorni fa  Area Manager nella zona sotto Cassero. Teneva a bada, tra gli altri, ad un gatto nero che entrava in casa e si faceva banchetti di sue crocchette a sbafo. Ma un giorno mi confessò che vorrebbe anche lei viaggiare come me ed andare a CatManToo – l’equivalente felino di Kathmandu. Ora è partita, per sempre per Altra Vita.

Dico spesso che a Castiglioni vi sono più dettagli da vedere in 100 metri che nel miglior chilometro quadro di Arezzo. Chi ha detto che col passato ci viene bene solo il sugo, qui è smentito. Castiglioni ha un potenziale da vendere, di cui si deve rendere conto, lucidando occhi e mente dalla quotidianità. Uscita dalla Ground Zero di un dissesto – finanziariamente e in promozione – ha iniziato a riempire il suo futuro, perché tutto, o quasi, è da fare. Il segreto degli stanziali è avere gli occhi e la mente di chi viene da fuori e vede Castiglioni per la prima volta, e dare niente per scontato come in un quotidiano déjà vu.

Prezzolini, scrittore dalla mente lucida, diceva che l’Italia – e per similitudine Castiglioni – dovrebbe essere amministrata da ex emigrati all’estero, che hanno visto applicate e funzionanti idee di sviluppo, che hanno visto cosa vi è dopo l’OGGI. I cittadini locali rischiano di soffrire della sindrome Del-Mi-Va-Bene-Così, ma non immaginano, mantenendo le sue fondamenta, come potrebbe essere meglio. Oppure di una sindrome peggiore, che è non vedere i dettagli che chi viene da fuori sente che sono da migliorare. I dettagli che quando uno di fuori li fa presente, il Castiglionese fatica a capire quanto siano importanti per l’esperienza emotiva, e li considera cazzate insignificanti, e non rientrano nelle sue sue priorità.

Queste considerazioni si riassumono in una similitudine.
Un costosissimo Brunello di Montalcino non sarà in grado di mai vedere e leggere l’etichetta della bottiglia che lo contiene, etichetta che spesso è la spinta nella scelta impulsiva di chi compra il vino.

PS
Faccio una marchetta.
Castiglioni vanta la più grande disponibilità di parcheggi gratuiti, anche centrali. Si può stare per giorni. Si può dimenticare l’auto.
La Polizia Municipale non è una Gestapo da città turistica che succhia soldi con multe da vendemmia estiva, sono molto Umani.
Per ben 2 volte un vigile è venuto con umiltà a suonarmi il campanello, di domenica, scusandosi per il disturbo, e chiedendomi…per piacere se spostavo l’auto.
Si era informato di dove stavo, ha fatto 300 metri a piedi per avvertirmi, mi ha risparmiato multone corredato di carro attrezzi.
In un mondo soffocante di regole astruse, Questa è Umanità.

See You in Castiglioni!

PS del PS
Qualche volta sogno di essere di nuovo a Calexico
ed allora…
I’M NOT HERE, Io non non sono qui
dei Calexico – che è anche una band – insieme a Roger McGuinn dei Byrds
One More Cupo of Coffee di Bob Dylan.

Hasta la Vista!

 

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Piero ROSSI
Aretino Turista ad Arezzo,
itAlien Immigrato in Italia
info@pierorossi.it
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Viaggiare è fatale al pregiudizio, al bigottismo, ed alla ristrettezza mentale,
e per questi motivi molta della nostra gente ne ha fortemente bisogno.
Vedute ampie, sane, caritatevoli degli uomini e delle cose
non possono essere acquisite
vegetando tutta la propria vita in un piccolo angolo della terra.
Mark TWAIN,1869