Il sindaco Mario Agnelli archiviata la stagione del “civismo”, ha deciso di indossare la maglia ufficiale della Lega, assumendo l’incarico di Commissario provinciale del partito di Matteo Salvini.
In realtà, per Agnelli non si tratta di un esordio. Già nel 2013 aveva ricoperto il ruolo di Responsabile regionale degli enti locali della Lega, incarico di peso dal quale però si dimise dopo appena un anno, senza mai spiegare fino in fondo il perché.
Col senno di poi, forse fu una mossa prudente: alle Regionali successive la Lega in Toscana passò dal 21,78% al 4,38%, un tonfo memorabile.
Nel frattempo però, il percorso politico-amministrativo del nostro sindaco ha conosciuto una tappa significativa:
la nomina nel CdA di Invimit Sgr S.p.A., società interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e che prevede una bella indennità.
Una di quelle nomine che, se avessero riguardato qualcuno del centrosinistra, avrebbero probabilmente sollevato un moto di indignazione. Ma si sa: a volte il silenzio di stampa e social è selettivo.
Ora Agnelli è chiamato a rafforzare la Lega in provincia di Arezzo e a consolidarne il risultato nel capoluogo. Un compito non semplice, a giudicare dall’accoglienza:
il giorno dopo la sua nomina il gruppo consiliare leghista ad Arezzo passa da sei consiglieri a uno solo. Un dimagrimento politico da record.
Le dimissioni parlano di divergenze sul quadro nazionale, ma soprattutto della linea testardamente sostenuta da Salvini sulla stazione dell’Alta Velocità a Creti.
Ed è qui che la vicenda smette di essere solo aretina e comincia a riguardare anche Castiglion Fiorentino.
Non ci appassiona più di tanto sapere quale sia, ammesso che ci sia, la posizione di Agnelli sui grandi temi nazionali. Ci interessa molto di più capire cosa pensa delle questioni concrete che toccano il nostro territorio.
Da sindaco ha espresso una timida preferenza per Rigutino, salvo poi spiegare che, tutto sommato, anche Creti potrebbe andare bene. Una posizione elastica, per non dire acrobatica. Ma oggi Agnelli parla anche da Commissario provinciale della Lega.
È disposto a contraddire il suo segretario nazionale, che sembra voler privilegiare il “suggestivo nulla” di Creti rispetto a una soluzione logica come Rigutino?
Su questo attendiamo una risposta chiara. Perché qui non si tratta di sfumature politiche, ma di scelte che possono avere ricadute anche su Castiglion Fiorentino.
E perché, per quanto ormai siamo abituati a tutto, recitare due parti nella stessa commedia resta un esercizio rischioso. Prima o poi il sipario si abbassa.







