L’Amministrazione comunale ha già annunciato la chiusura dell’asilo nido La Pievuccia, dell’asilo nido Brolio, della scuola primaria Santa Cristina e della scuola dell’infanzia La Nave. E per le altre frazioni? La risposta è una sola: “si vedrà”.
Il risultato è evidente: la rete scolastica delle frazioni viene progressivamente cancellata, senza un piano complessivo, senza garanzie per le famiglie e senza una visione per il futuro delle comunità locali.
La motivazione ufficiale addotta è il calo demografico, ma la scuola dell’infanzia La Nave non registrava alcun calo di iscrizioni.
Si sostiene allora che il problema siano le strutture, ma nemmeno questo risulta vero: non esistono scuole dichiarate inagibili.
Alcuni interventi di manutenzione erano necessari? Sì. Ma erano noti almeno dal 2016 e per anni non è stato fatto nulla. Si è scelto invece di spendere altrove:
500.000 euro per i giardini pubblici, 500.000 euro per il nuovo fondo sintetico dello stadio, 500.000 euro per il complesso di Sant’Agostino senza nemmeno concludere il cantiere, oltre un milione di euro per mantenere artificialmente basse le tariffe dei rifiuti, costi che oggi i castiglionesi stanno pagando per intero, con gli interessi.
Il vero nodo è un altro: giustificare un investimento da oltre 5 milioni di euro nell’area della Spiaggina per la realizzazione di un polo scolastico 0-6, in una zona priva di strade adeguate e parcheggi sufficienti, con un edificio progettato ignorando il calo demografico e con il concreto rischio di restare parzialmente vuoto.
La prova è sotto gli occhi di tutti: per riempirlo, il Comune inventa una scuola materna privata che entrerà in concorrenza diretta con la scuola pubblica, all’interno di una struttura realizzata con fondi europei e risorse comunali. E le rette? Chi le pagherà?
Questa non è una fatalità. Non è una necessità inevitabile. Non è un errore. È una scelta politica precisa.
Gruppo Consiliare Castiglionese







