Ospedale Fratta: difendere sanità pubblica, evitare contrapposizioni

I sindaci di Foiano della Chiana Jacopo Franci, di Marciano della Chiana Maria de Palma e Lucignano Juri Sicuranza:  

“Le difficoltà esistono e vanno affrontate con serietà. La sanità pubblica si difende lavorando insieme, non alimentando contrapposizioni. Chiediamo con urgenza una riunione della Conferenza dei Sindaci della Valdichiana Aretina su questi temi”

La tutela della sanità pubblica e il futuro dell’ospedale Santa Margherita della Fratta rappresentano una priorità assoluta per le nostre comunità.

Come sindaci dei Comuni di Foiano della Chiana, Marciano della Chiana e Lucignano siamo pienamente consapevoli delle difficoltà che il sistema sanitario sta attraversando e delle preoccupazioni espresse dai cittadini.

Proprio per questo riteniamo necessario che su temi così delicati debbano prevalere responsabilità istituzionale, confronto e capacità di costruire soluzioni concrete.

Contestualmente chiediamo la convocazione urgente di una conferenza dei sindaci della Valdichiana Aretina per affrontare con serietà questi temi così importanti.

Abbiamo appreso che il presidente della Conferenza dei sindaci della Valdichiana aretina, il sindaco di Cortona Luciano Meoni, aveva convocato una riunione della Conferenza per affrontare il tema della sanità e della situazione dell’ospedale della Fratta. Un confronto tra amministratori dei territori che riteniamo importante e necessario.

Successivamente, però, senza un adeguato percorso condiviso all’interno della Conferenza dei sindaci, è stata promossa un’iniziativa pubblica davanti all’ospedale insieme al sindaco di Castiglion Fiorentino, trasformando un momento di confronto istituzionale in un’iniziativa politica. Riteniamo che questa non sia la strada più utile per difendere i servizi sanitari della Valdichiana.

Le difficoltà della sanità sono reali e non vanno minimizzate: riguardano il reperimento del personale, le liste di attesa, la pressione sui pronto soccorso, la necessità di rafforzare la medicina territoriale e garantire servizi adeguati ai cittadini.

Proprio perché i problemi esistono, però, servono serietà, capacità di proposta e un confronto istituzionale permanente.

La sanità non può diventare uno strumento di propaganda o un terreno dove scaricare responsabilità senza affrontare la complessità delle questioni. Riteniamo che la difesa della sanità pubblica non possa essere affidata a una gara a chi alza di più la voce o a una ricerca di responsabilità da attribuire esclusivamente ad altri.

I cittadini non ci chiedono polemiche, ma ci chiedono servizi che funzionino. Ci chiedono un pronto soccorso efficiente, tempi di risposta adeguati, personale sufficiente, reparti valorizzati, investimenti realizzati e una prospettiva chiara per il futuro dell’ospedale.

È evidente che la Regione Toscana e l’Azienda USL Toscana Sud Est abbiano il dovere di garantire risposte puntuali, rispettare gli impegni assunti, monitorare gli investimenti e ascoltare le esigenze dei territori.  Su questo saremo sempre determinati, come abbiamo dimostrato in questi anni. Il nostro compito, come sindaci, è quello di essere al fianco delle comunità e di incalzare chi ha responsabilità di governo, a ogni livello.

Allo stesso tempo, però, è necessario ricordare che la crisi del sistema sanitario pubblico è una questione nazionale, che coinvolge tutte le Regioni italiane, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni.

Il progressivo definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, la riduzione delle risorse disponibili rispetto ai bisogni crescenti della popolazione, la difficoltà nel garantire personale sufficiente sono conseguenze di scelte politiche nazionali che negli ultimi anni hanno pesato profondamente sulla capacità del sistema pubblico di rispondere ai cittadini.

Difendere la sanità pubblica significa chiedere risorse adeguate al Governo nazionale, perché senza finanziamenti adeguati nessuna Regione, neppure la Toscana (la seconda regione per assistenza nazionale e

cure prestate negli ospedali), può garantire pienamente il diritto alla salute previsto dalla nostra Costituzione.

Proprio perché crediamo nella sanità pubblica, riteniamo necessario anche difendere il lavoro quotidiano di chi ogni giorno tiene aperti i servizi: medici, infermieri, operatori sanitari e tutto il personale dell’ospedale della Fratta.

La nostra struttura ospedaliera possiede professionalità importanti e reparti che rappresentano punti di riferimento per il territorio. Il lavoro svolto quotidianamente dagli operatori, ad esempio nell’area ortopedica e traumatologica, dimostra che la qualità e la competenza sono presenti e vanno sostenute e valorizzate.

Per questo non servono attacchi indiscriminati, né verso i professionisti né verso chi lavora nelle istituzioni sanitarie. Servono confronto, trasparenza, dati e capacità di programmare.

Noi continueremo a chiedere con forza:

  • il rafforzamento dell’ospedale Santa Margherita della Fratta;
  • il mantenimento e il potenziamento dei servizi essenziali;
  • investimenti coerenti con i bisogni del territorio;
  • un confronto costante tra amministrazioni, Regione e Azienda sanitaria;
  • risposte chiare sul futuro del presidio;
  • nuovi servizi presso le Case di comunità;
  • Una netta contrapposizione ai tagli annuali alla sanità dal governo centrale che ricadono sui territori.

Difendere l’ospedale della Fratta significa lavorare ogni giorno per migliorarlo, con serietà e con la capacità di unire le forze. Su questo impegno non faremo passi indietro.