Franceschini: Casa di Comunità “hub”: non basta una mano di vernice

Quasi due anni di lavori, finanziamenti ottenuti nell’ambito del PNRR, una passata di vernice e facendo una veloce conta dei servizi che dovrebbero comporre la Casa di Comunità “Hub” c’è qualche tessera che manca.

“Mi riferisco al servizio di salute mentale adulti” – tuona l’assessore alla Salute, Stefania Franceschini – “ma anche al servizio consegna farmaci ora aperto solo due volte a settimana e solo con personale infermieristico, un tempo era aperto tutti i giorni e il sabato con la presenza del medico.

Mi chiedo se l’assessore regionale, durante la visita dello scorso anno alla nostra struttura, in una riunione, per altro, riservata solo agli addetti ai lavori, aveva o meno garantito tutti i servizi sanitari e non solo che offre una Casa di Comunità Hub”.

È bene ricordare che una vera Casa di Comunità hub dovrebbe, il condizionale è sempre d’obbligo in materia di sanità, rappresentare il cuore della sanità territoriale:

medici di medicina generale, infermieri di comunità, specialisti ambulatoriali, diagnostica di base, punto prelievi, servizi consultoriali, assistenza sociale integrata e continuità assistenziale.

E soprattutto un’apertura ampia, idealmente H24 e sette giorni su sette, per rispondere ai bisogni sanitari non urgenti ma fondamentali dei cittadini

“Va da sé” – continua l’assessore Franceschini – “che per riconvertire i vecchi edifici e renderli più funzionali non basta dargli una nuova veste bensì occorre dotarli anche di personale e strumentazione utile a fornire i servizi sanitari previsti. Ed è proprio questa la mia preoccupazione”.

Infatti, all’indomani della conclusione della fase legata  alla ristrutturazione dei locali ed alla diversa organizzazione interna degli spazi “mi chiedo quali saranno i servizi aggiuntivi che verranno messi, dal momento che questi nuovi presidi, per essere considerati tali, devono offrire ai cittadini un’assistenza di base complementare a quella che già ricevono dai propri medici e pediatri al fine di scongiurare il più possibile il ricorso improprio al Pronto Soccorso divenendo, così, il punto di riferimento per tutti i servizi che la Asl deve garantire” aggiunge Franceschini.

In quest’ottica, anche se in ritardo rispetto a quanto era nella previsione della legge, “apprendiamo con favore la notizia annunciata pochi giorni fa dalla Asl Toscana Sud est in merito all’attivazione, anche se in via sperimentale e solo 6 mesi, della guardia medica pediatrica.

Ricordo che la continuità assistenziale pediatrica è oggi regolamentata dalla legge regionale 44/2025 approvata dopo un lungo percorso al quale ha preso parte anche il nostro Comune che si è fatto promotore prima della raccolta firme poi parte attiva in tutte le fasi che hanno poi portato alla approvazione della legge, partecipando alle varie sedute in Regione Toscana e rappresentando i bisogni del proprio territorio.

Ed è grazie alla partecipazione attiva che, si è riusciti ad ottenere che la sperimentazione potesse interessare anche il nostro territorio chiedendo e ponendo come condizione proprio l’attivazione di tale servizio presso la futura Casa di Comunità, quale luogo ideale e pienamente corrispondente alle finalità sue proprie” afferma l’assessore alla Salute.

Dallo scorso 1 aprile, quindi, anche Castiglion Fiorentino ha la guardia medica pediatrica attiva tutte le domeniche ed i giorni festivi con 4 pediatri che si alterneranno per garantire il servizio.

“Siamo sulla buona strada ma non è abbastanza. Mi fa piacere che venga data una risposta per quella fascia di popolazione particolarmente delicata come quella pediatrica che ad oggi non aveva risposta. Infatti i giorni festivi eravamo costretti a rivolgerci o a alla libera professione e, quindi, a servizi a pagamento o a recarsi al Pronto Soccorso, aumentando così accessi impropri. 

Auspichiamo che i cittadini sappiamo accogliere e sfruttare questo servizio che ricordo al momento è attivo in fase sperimentale per la durata di 6 mesi. Al servizio si accede chiamando il 116117. Una grande conquista anche se non basta.

In particolare, come già fatto più volte presente ai direttori di zona che si sono succeduti, in questi ultimi anni,  a Castiglioni deve essere riattivato il servizio di salute mentale adulti in quanto servizio fondamentale tanto più adesso che si parla di Casa di Comunità.

E’ inaccettabile che a Castiglioni vi siano solo proiezioni per consegna farmaci due volte a settimana e solo con personale infermieristico.

E necessario specialmente alla luce della trasformazione in Hub che venga garantito un servizio se non superiore almeno pari a quello esistente al presidio di Camucia che è qualificato Spoke e quindi con minore centralità.

Ricordiamo che fino al 2022 anche la nostra Città aveva un servizio di apertura dal lunedi al sabato con personale infermieristico ed il sabato anche medico” conclude l’assessore alla Salute, Stefania Franceschini.