Volontariato per studenti all’Ente Serristori e “Giovanni da Castiglione”

Trasformare un provvedimento disciplinare di sospensione in un’opportunità di crescita e di solidarietà intergenerazionale. È lo spirito del progetto di lavori di pubblica utilità che unisce l’Istituto Superiore “G. da Castiglione” e l’Ente Serristori di Castiglion Fiorentino, i cui risultati oggi tracciano un bilancio straordinariamente positivo.

Nato da un protocollo d’intesa firmato nel 2024 tra il preside Sauro Tavarnesi e il presidente del Serristori, Marcelo Orlandesi, il percorso permette agli studenti dell’Istituto scolastico di fare un’attività socialmente utile nella casa di riposo del paese.

Tra compiti d’ufficio e ore dedicate all’intrattenimento dei “nonni” della struttura, l’esperienza si è rivelata molto più di una semplice sanzione.

“Vediamo i ragazzi cambiati alla fine del percorso”, racconta Orlandesi, “scoprono una realtà diversa e tornano a trovare gli anziani anche dopo il termine del progetto, è il segno che l’obiettivo è stato raggiunto”.

“L’iniziativa verrà rinnovata anche per l’anno scolastico 2026/2027” conferma il Preside Tavarnesi, convinto che l’esperienza si riveli molto più di una semplice sanzione.

Gli studenti, previa autorizzazione delle famiglie, potranno infatti svolgere attività di volontariato nelle strutture gestite dall’Ente Serristori.

Un’esperienza unica per i ragazzi, per i quali l’Istituto “Giovanni da Castiglione” ha il compito di individuare un progetto formativo.

La Casa di Riposo, infatti, individuerà insieme gli insegnati le modalità di inserimento più adatte alle capacità e alle caratteristiche di ciascuno studente, mettendo a disposizione un tutor che li seguirà nel percorso.

“Come Amministrazione siamo orgogliosi di questa collaborazione tra due importanti enti del nostro territorio”, spiega l’Assessore con delega ai Servizi Sociali Stefania Franceschini. “Il progetto ha una finalità educativa di grande valore:

responsabilizzare i ragazzi e offrire loro un’esperienza concreta capace di arricchirli dal punto di vista umano.

Entrare in contatto con la Casa di Riposo permette loro di conoscere una realtà spesso lontana dalla loro quotidianità. È un percorso dal quale escono più consapevoli, grazie anche all’incontro tra generazioni diverse”, conclude l’Assessore Franceschini.