Un pomeriggio di emozione autentica, riflessione civile e grande partecipazione ha consacrato la quarta edizione del Premio Giornalistico Nazionale – Città di Foiano della Chiana, che sabato 5 settembre ha portato nei rinnovati spazi del Parco La Pista alcune delle voci più significative del giornalismo italiano.
Una manifestazione che, anno dopo anno, sta consolidando la propria identità e il proprio respiro nazionale: non soltanto una cerimonia di premiazione, ma un luogo di incontro e confronto sul ruolo dell’informazione, sulla responsabilità delle parole e sul rapporto tra giornalismo, società e territorio.
A condurre la serata sono stati i giornalisti Andrea Laurenzi e Guido Albucci, che hanno accompagnato il pubblico attraverso storie professionali profondamente diverse, ma unite da un comune denominatore: l’idea che fare informazione significhi ancora esercitare una responsabilità nei confronti della comunità.
Il primo riconoscimento ha avuto come protagonista Romano Salvi, storico giornalista aretino, al quale il Premio ha voluto rendere omaggio per oltre cinquant’anni vissuti in prima fila nel giornalismo aretino, tra televisione, carta stampata e web. Una presenza particolarmente significativa anche per la forte partecipazione dei tanti colleghi che hanno voluto accompagnarlo a Foiano.
«La presenza di Romano ci ha emozionato – sottolineano Andrea Laurenzi e Guido Albucci – perché è stato ed è un maestro per generazioni di professionisti della comunicazione aretini. Vederlo sul palco, circondato da tanti colleghi, è stato uno dei momenti che porteremo nel cuore».
Francesco Repice, straordinaria voce del giornalismo sportivo italiano, ha ricevuto il Premio per aver trasformato la radiocronaca sportiva in una delle forme più alte del racconto popolare italiano.
Una testimonianza arrivata direttamente dallo stadio Meazza, dove Repice era impegnato per la radiocronaca della partita Inter Napoli, ha condiviso con il pubblico riflessioni sullo sport, sulla comunicazione e sul potere della voce. Perché, come recita la motivazione, «alcune partite finiscono, ma la voce con cui le abbiamo vissute rimane».
A rappresentare i cinquant’anni de la Repubblica è stato Gianluca Monastra, vicecaporedattore di Repubblica Firenze.
Il Premio ha voluto riconoscere alla storica testata fondata da Eugenio Scalfari la capacità di aver trasformato un giornale in una comunità e l’informazione in una forma di cittadinanza.
Un riconoscimento che parte dai lettori e dal ruolo che un giornale può assumere nella coscienza civile del Paese, attraverso l’indipendenza, la cultura, il pensiero critico e la difesa dei diritti.
Particolarmente intensa la presenza di Padre Enzo Fortunato, capace di portare sul palco una riflessione profonda sul rapporto tra San Francesco e il mondo contemporaneo.
A lui il Premio per aver interpretato il giornalismo come responsabilità, dialogo e impegno per il bene comune.
Un modo di comunicare unico nel panorama italiano, attraverso il quale la voce francescana è entrata nel dibattito pubblico per parlare di pace, ambiente, solidarietà e dignità della persona.
Un giornalismo che, come sintetizza la motivazione, «non si limita a raccontare il mondo, ma sceglie di prendersene cura».
Con Karima Moual il Premio ha invece celebrato un giornalismo capace di costruire ponti tra culture e identità.
Una voce definita dalla motivazione «unica in Italia», capace di attraversare due mondi e trasformare questa esperienza in uno strumento per interrogare la società sui temi dell’immigrazione, dell’integrazione, dell’Islam e del razzismo.
Il suo lavoro, tra giornali, televisione e nuovi media, parte dalla convinzione che «l’integrazione è un percorso da fare in due»: un principio che riassume l’idea di un giornalismo che non costruisce recinti, ma cerca nell’incontro tra differenze una possibilità di crescita comune.
Ha portato sul palco ironia, intelligenza e capacità di leggere il presente Luca Bottura, premiato per aver dimostrato che si può raccontare il proprio tempo anche con un sorriso, senza per questo prenderlo meno sul serio.
Giornalista, autore e voce satirica, Bottura ha fatto dell’ironia uno strumento di lettura della realtà e della satira una forma di giornalismo capace di chiamare il potere con il suo nome.
In un’informazione spesso compressa tra tifoserie, indignazione e parole d’odio, la leggerezza può diventare una forma di resistenza e l’ironia uno strumento di verità.
Il Premio ha voluto inoltre mantenere uno sguardo attento al territorio, riconoscendo il valore di due realtà che rappresentano una parte importante della storia dell’informazione della Valdichiana.
A Radio Effe, rappresentata dal direttore Paolo Pacielli, è stato assegnato un riconoscimento per i cinquant’anni di attività, un traguardo che racconta mezzo secolo di radio, informazione e rapporto quotidiano con il territorio.
Premio anche a L’Etruria, storico periodico di Cortona rappresentato dal direttore Vincenzo Lucente, per il valore di una presenza editoriale che continua a custodire e raccontare la vita della comunità.
La manifestazione ha visto la partecipazione dei rappresentanti di tutte le istituzioni e realtà che sostengono e patrocinano il Premio. A portare il saluto della Regione Toscana è stata la consigliera Roberta Casini;
presenti anche la Provincia di Arezzo, con il consigliere Paolo Brandi, l’Ordine dei Giornalisti della Toscana, rappresentato da Laura Pugliesi e Ivo Brocchi, il Corecom Toscana, con il presidente Marco Meacci, e il presidente dei soci Unicoop Firenze – sezione Valdichiana Aretina, Andrea Bonci.
Una rete istituzionale e associativa che conferma il valore del Premio come appuntamento culturale e civile capace di collegare la dimensione locale a quella nazionale.
Di particolare significato è stata inoltre la partecipazione della famiglia di Giancarlo Sbardellati, alla cui memoria, insieme a quella di Enrico Nottolini, è dedicato il Premio Giornalistico Nazionale Città di Foiano della Chiana.
«La cerimonia di sabato 5 settembre è stata la conferma di quanto il Premio Giornalistico si sia radicato nella nostra comunità – ha dichiarato il sindaco di Foiano della Chiana, Jacopo Franci –. Foiano si sta dimostrando una città dinamica e in crescita anche nel campo della comunicazione e dell’informazione, capace di ospitare eventi di rilevanza nazionale.
Voglio ringraziare Andrea Laurenzi e Guido Albucci per aver ideato e portato avanti questo progetto con risultati straordinari, e tutte le realtà associative e i cittadini che hanno risposto con entusiasmo».
«Il Premio Giornalistico Nazionale – Città di Foiano della Chiana – conclude il sindaco – si conferma dunque un laboratorio di idee e relazioni, un punto di riferimento per il giornalismo italiano e non solo, capace di unire il territorio locale a una dimensione più ampia, internazionale, mantenendo sempre al centro i valori di libertà, verità e passione civile».
La quarta edizione lascia così un segno importante: Foiano non è soltanto il luogo nel quale il giornalismo viene premiato, ma diventa per un giorno il luogo nel quale il giornalismo si incontra, si racconta e si interroga sul proprio futuro.
È questa, forse, la cifra più autentica del Premio: partire dalla memoria di due giornalisti foianesi per parlare del presente e, soprattutto, del futuro di una professione che continua ad avere bisogno di libertà, competenza, coraggio e passione civile.







