“In Consiglio si è parlato di un confronto serrato con federazioni ed esperti. Ma alla richiesta degli atti spuntano solo interlocuzioni informali”.
Nell’ultimo Consiglio comunale ci è stato detto che, sul progetto della piscina, ci sarebbe stato un “confronto serrato” con federazioni sportive ed esperti del settore.
Una dichiarazione precisa, che abbiamo voluto verificare.
Per questo abbiamo presentato un’interrogazione chiedendo una cosa molto semplice: dove sono i pareri e le relazioni di questo confronto?
La risposta dell’Amministrazione, però, cambia il quadro.
Ci viene spiegato che l’iter formale per acquisire i pareri poteva iniziare soltanto dopo il voto del Consiglio comunale.
E allora la domanda è inevitabile: quali erano i pareri a cui si faceva riferimento?
Perché, dalla risposta ricevuta, non emergono pareri formali, studi tecnici specialistici, consulenze o relazioni.
Si parla invece di “interlocuzioni di carattere informale” con “gestori di altre strutture”.
Ma un’interlocuzione informale è una cosa. Un parere tecnico è un’altra.
E qui non stiamo parlando di un intervento qualsiasi.
Il progetto della piscina prevede scelte importanti, tra cui la divisione della vasca e la realizzazione di una “Beauty farm”, all’interno di un investimento che arriverà a sfiorare 5 milioni di euro.
Per questo vogliamo sapere:
Dove sono gli studi?
Dove sono le relazioni tecniche?
Dove sono i pareri delle federazioni e degli esperti?
Su quali elementi tecnici sono state costruite le scelte progettuali?
Non contestiamo il fatto che l’Amministrazione possa aver parlato con gestori di altre piscine o con operatori del settore.
Contestiamo, politicamente, che un “confronto serrato con federazioni ed esperti”, così come è stato presentato in Consiglio, non trovi oggi — almeno sulla base della risposta ricevuta alla nostra interrogazione — una corrispondente documentazione formale.
E allora torniamo al punto.
Se i pareri esistono, vengano mostrati.
Se gli studi esistono, vengano messi agli atti.
Se non esistono, si dica chiaramente su quali valutazioni sono state prese queste decisioni.
Perché quando si parla di un investimento pubblico che sfiora i 5 milioni di euro, una telefonata, una chiacchierata o un’interlocuzione informale possono essere utili.
Ma non possono essere presentate come sostitutive di studi e pareri tecnici che, proprio per la rilevanza dell’opera, devono poter essere verificati.
Il gruppo consiliare RINASCIMENTO CASTIGLIONESE continuerà quindi a chiedere trasparenza e a verificare gli atti.
Perché sulla piscina, prima delle parole, vogliamo vedere le carte.







