No alla norma che equipara la critica politica ad Israele all’antisemitismo

Non è possibile mettere sullo stesso piano le critiche allo Stato di Israele e il razzismo antisemita. Il disegno di legge presentato in Commissione alla Camera intende invece introdurre nella legge italiana la definizione IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) realizzando proprio questa sovrapposizione.

Contro il DDL stamattina, nel palazzo comunale di Arezzo, si è svolta una conferenza stampa promossa dalla Arezzo R-esiste congiuntamente con la Rete #NOBAVAGLIO ed Articolo 21.

“La sua approvazione significherebbe tacciare di odio razziale la denuncia delle politiche coloniali, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio del popolo palestinese.

Opporsi al disegno di legge, significa prendere sul serio l’antisemitismo e il suo riemergere nel presente in varie forme, anche violente, e credere che sia necessario contrastarlo con strumenti di lotta e solidarietà efficaci, proteggendo al contempo lo spazio per la legittima e necessaria critica a Israele e alle sue politiche”.

L’Italia sarebbe quindi il primo Paese in Europa, assieme alla Romania, ad assumere interamente la definizione IHRA con un’apposita legge dello Stato.

“Verrebbero minacciate le organizzazioni e le ong impegnate nella denuncia della violazione dei diritti umani, le associazioni, i movimenti che lottano per l’autodeterminazione del popolo palestinese e in generale tutti i cittadini e i movimenti in difesa dei diritti umani, civili e politici in Palestina e della libertà di espressione, diritto di critica e la libera informazione”.

Il ddl Antisemitismo, inoltre, mette a rischio insegnanti, docenti universitari, ricercatori, giornalisti, operatori culturali e artisti, associazioni sportive e atleti, che potrebbero essere accusati di antisemitismo semplicemente per analizzare, raccontare o denunciare le politiche israeliane e il genocidio in corso”.

In netto contrasto con questa deriva, come già approvato dall’Ordine dei Giornalisti hanno sottolineato stamani in conferenza stampa, Arezzo R-esiste, #NOBAVAGLIO e Articolo 21 – “si può e si deve scegliere di abbandonare la definizione IHRA e adottare la Dichiarazione di Gerusalemme, che non vuole essere definizione vincolante dal punto di vista giuridico, ma uno strumento per identificare, monitorare e combattere l’antisemitismo attraverso una serie di linee guida, legando la lotta all’antisemitismo alla protezione dei diritti umani e alla libertà di critica”.

Rete Arezzo R-esiste: Psycho Hill, Cgil, Arci, Circolo Eureko APS, Anpi, Chimera Arcobaleno Arcigay, Oxfam Italia, Cas Colle del Pionta, Arezzo per Gaza, Un Ponte Per, Legambiente, Amicizia Italopalestinese, Acli, Cas Villa Severi, Associazione culturale Pepe Mujica, Donne Insieme, Circolo Aurora, Arci Servizio Civile.

#NOBAVAGLIO è un’associazione di “antifasciste e antifascisti, giornaliste e giornalisti, cittadine e cittadini, studentesse e studenti, artisti, avvocati, medici, attiviste e attivisti per i diritti e del volontariato sociale impegnati nel creare una rete, tra operatori dell’informazione e associazioni, per lottare per un giornalismo indipendente e per sostenere le battaglie per i diritti umani e civili.

La missione prioritaria della RETE NOBAVAGLIO è il contrasto a ogni tipo di bavaglio o censura alla libertà di opinione e di espressione e il pieno sostegno al diritto dei cittadini di poter accedere a un’informazione corretta, indipendente e pluralista.

ARTICOLO 21 è un’associazione che “riunisce esponenti del mondo della comunicazione, della cultura e dello spettacolo; giornalisti, giuristi, economisti che si propongono di promuovere il principio della libertà di manifestazione del pensiero (oggetto dell’Articolo 21 della Costituzione italiana da cui il nome).