È una vittoria del buon senso e della ragione aver impedito che una scuola materna privata si insediasse in un edificio realizzato con ingenti finanziamenti comunali ed europei.
Eppure la strada scelta dall’Amministrazione era inizialmente ben diversa: inserire nel nuovo polo 0-6 della Spiaggina una sezione di scuola materna privata, con rette per le famiglie stimate tra i 500 e i 600 euro al mese a bambino.
Una scelta insensata, specie in una fase di forte calo demografico in cui anche la scuola statale si trova ad affrontare evidenti difficoltà.
Poi, il colpo di scena.
Se fino al 16 aprile la Giunta deliberava di voler affidare il servizio a un Ente del Terzo Settore, a maggio è arrivato l’improvviso dietrofront.
La narrazione dell’Amministrazione, che giustifica il cambio di rotta citando una proposta di collaborazione dell’Istituto Comprensivo giunta il 29 aprile, non regge alla prova degli atti.
L’esame della cronologia amministrativa parla chiaro: la proposta della scuola pubblica si è rivelata una provvidenziale “scialuppa di salvataggio” dell’ultimo minuto. A confermare la corsa ai ripari sono le carte successive:
• La nota dell’Istituto Comprensivo del 27 maggio, con cui la scuola pubblica ha integrato e completato la proposta;
• La conseguente delibera di Giunta del 2 luglio, che ha ratificato l’accordo in extremis.
L’ipotesi appare evidente: di fronte alla prospettiva quasi certa di un flop – legato all’impossibilità di reperire un numero sufficiente di famiglie disposte a pagare la retta privata in un polo pubblico – l’Amministrazione si è vista costretta a chiedere aiuto in extremis alla scuola pubblica.
Le conseguenze di questo passo falso pesano direttamente sui cittadini. L’operazione improvvisata comporta infatti accordi ancora del tutto da definire e un inevitabile slittamento dell’avvio della sezione pubblica alla Spiaggina all’anno scolastico 2027-2028: un anno intero di attesa in più per le famiglie castiglionesi.
Rinascimento Castiglionese evidenzia inoltre una serie di pesanti incongruenze che gravano sull’intera opera:
• Progetto stravolto in corso d’opera: L’intervento ha subito modifiche sostanziali sia sul piano edilizio che su quello urbanistico.
• Costi di realizzazione lievitati a dismisura: La realizzazione del polo ha superato la soglia dei 6 milioni di euro.
• Il mistero della viabilità mai realizzata: I terreni previsti per la nuova viabilità risultano acquistati e pagati dall’Ente, ma le relative opere stradali non verranno realizzate.
• Il paradosso dei costi di gestione: Per il nuovo plesso si stima una spesa gestionale di 821.000 euro all’anno. A titolo comparativo, nel 2023, la spesa prevista per i due asili nido di Brolio e Pievuccia ammontava a 574.000 euro.
Si procede alla chiusura di due strutture con la giustificazione di un risparmio economico, per poi trovarsi a gestire una spesa annuale nettamente superiore.
“Per quanto ci riguarda, il caso non è affatto archiviato,” concludono i consiglieri di Rinascimento Castiglionese. “Continueremo a fare chiarezza nelle sedi opportune, a pretendere totale trasparenza e a vigilare passo dopo passo su ogni delibera per tutelare le risorse dei cittadini e la qualità dei servizi scolastici.”







